Uomo o automobile?

20190105_235558

C’è stato un tempo dove gli uomini di fatica, quelli della sveglia presto e del lavoro fino a tardi hanno avuto successo, i più audaci tra gli uomini che hanno saputo vedere al di là del semplice posto fisso, hanno cercato qualcosa di più ed hanno raggiunto i propri obiettivi. Qualcuno viveva all’insegna dei valori qualcun’altro un pò meno ma poco importa, una volta raggiunta la cima ma soprattutto durante questa scalata, il loro modo di vivere cambiava a sua volta. Il denaro è un ottimo mezzo per dare vita ai propri sfoghi e di conseguenza la loro vita si riempiva di svaghi e accessori o servizi di pregio. Utilizzeremo come unità di misura un automobile, è insito nel nostro modo di pensare che ad una relativa automobile corrisponda uno stato sociale della persona che la sta guidando, ecco, gli uomini che raggiunsero il successo comprarono un’automobile di lusso, che è diverso da, gli uomini che comprano un auto di lusso sono uomini di successo. Perchè qualcuno poi ha iniziato a barare, e adesso siamo un pò tutti confusi, tanto che il successo è sempre per pochi, ma di auto di lusso ce ne sono tante e dal momento che questo è un articolo che prosegue il discorso sull’insegnamento alla generazione successiva della quale si parlava nell’articolo precedente… Houston, abbiamo un problema! Il mondo che vediamo è esattamente il risultato matematico di ciò che abbiamo desiderato, ma non perdiamoci, siamo qui per scoprire il lato positivo e non il contrario: noi possiamo cambiare tutto.

Ricordiamo un passaggio fondamentale, i nonni consigliano, i grandi insegnano, i giovani imparano e i bimbi comprendono.

La storia ci ha dato un passaggio di testimone corretto all’origine ma che andava modificato anzi, va modificato ora, siamo in perfetto tempismo. I nonni dissero ai futuri grandi di trovare un lavoro e di ringraziare di averlo perchè la guerra li aveva profondamente segnati e vissero una gioventù di parsimonia e perseveranza, il famoso metti via e accumula che non si sa mai, poi i grandi si ritrovarono nel boom del dopoguerra, il benessere della rinascita e della rivoluzione, gli anni ’70 e ’80 con tutto il loro pacchetto di cose meravigliose e autentiche, la musica, la moda, i Jackson Five, si insomma, tutta quella figaggine che ancora ci contamina. In quel momento molti trovarono la loro strada altri semplicemente vissero in semplicità ma ci fu comunque una sorta di riconoscimento del successo attraverso lo studio, non tutti si permisero l’università, a dirla tutta in Italia molti fecero appena le elementari. La vita andò comunque per il meglio, il denaro non mancava, qualcuno si adagiava, le fatture esistevano ma non se ne vedevano in giro… eh si insomma, arrivò la fine dei giochi, così iniziò la tiritera: la colpa è dell’euro, i politici, gli artigiani che fanno nero, dovevo nascere notaio, i polentoni, i terroni, i vu cumprà… va bè colpa del mondo, comunque la frase ai posteri è la seguente: studia,che senza diploma non vai da nessuna parte!!! e fino a pochi anni fa c’era anche questa: lascia perdere il calcio, la danza, il teatro, il disegno, i videigiochi e il computer e pensa a trovarti un posto indeterminato che anche se non ti piace almeno un lavoro lo hai!!! brrrrrrr pelle d’oca, ci saremmo dovuti accontentare di mangiare pane perchè il fallimento nel cucinare male una bistecca ci avrebbe inseguito per sempre a quanto pare, GIAMMAI VILE MARRANO NULL’ALTRO CHE SEI, INSEGUIREMO I NOSTRI SOGNI E AVREMO ACCESSO ALLA CONOSCENZA GRAZIE ALL’INTERNETTTT.

Analizziamo il percorso di queste persone che hanno vissuto nell’arco di un ventennio un profondo cambiamento negativo e non, più che altro rapido, con relativo sconforto, in modo tale da comprendere il motivo di un forte senso di frustrazione che ha contagiato involontariamente parte della generazione degli attuali trentenni.

La velocità evolutiva dei mezzi di comunicazione e dell’elettronica a utilizzo comune degli ultimi 30 anni è a dir poco assurda, parliamo di un pre e post smartphone che senza toccare altri argomenti ci catapulta già nell’ottica di come fosse diversa la vita solo un quarto di secolo fa, un altro mondo a tutti gli effetti. Un 55 pollici 4K ultra hd oled con decoder integrato? eh? cosa? ma beccati ‘sto zecchino d’oro in bianco e nero su un tv con tubo catodico che serviva un mobile per il soggiorno apposta per reggerlo. Ricordiamo che tutti questi cambiamenti sono avvenuti senza istruzioni all’uso, noi abbiamo Google. L’arrivo di Facebook poi ha depistato del tutto, neo genitori in preda ai primi like e a tradire il coniuge a causa di quel famoso bel ragazzo/a che non vedevano da almeno 20 anni di matrimonio e che improvvisamente aveva accettato l’amicizia su Facebook, devastante. Un pass per il futuro donato ad un mondo che non era ancora pronto, che aveva dei risentimenti e delle frustrazioni dovute a tutta questa velocità, così il messaggio percepito dai figli è stato che la tecnologia che cresceva spaventava e non aveva basi solide sulla quale fare affidamento, ma per le minchiate andava bene. Ovviamente è una generalizzazione che serve a comprendere come mai un sessantenne di oggi abbia fatto fatica a comprendere i cambiamenti che stava vivendo e di conseguenza a trarne un insegnamento efficace per i posteri, anche se teoricamente i valori rimangono tali nel tempo, non vengono messi a tacere dalla tecnologia. Un pò meno da perdonare saremmo noi se continuassimo sull’onda del non so cosa sia ma luccica, che bello lo voglio. Di opportunità ne abbiamo, anche se mi accorgo che per molti bestemmierei a dire che non siamo in crisi, mi spiace, ma è così, esistono corsi di ogni tipo in internet, possiamo imparare a fare qualunque cosa, riconoscere se una cosa ci potrebbe appassionare o meno e muoverci in quella direzione, con la consapevolezza che ciò che amiamo fare può diventare la professione con la quale ci distingueremo. Nella nostra generazione si sente parlare ormai di libertà finanziaria, self branding, regime agevolato per le partite iva del futuro e obiettivi SMART( SPECIFICO-MISURABILE-APPASSIONANTE-RISULTATO-TEMPO) . Gli errori commessi in passato non possono di certo essere un sasso sulla quale inciampare ora, in palio c’è la realizzazione delle persone, non si scherza e soprattutto, non porterebbe nessun insegnamento agli adolescenti. Siamo incollati al materiale, serve una nuova spinta, nello spirito, vogliamo di più ed è giusto, ma ci manca la cosapevolezza che gli oggetti si comprano col denaro, e purtroppo il denaro lo stiamo barattando con il tempo,quello che abbiamo a disposizione per noi, per le nostre cose. Chiediamolo a chi fa un lavoro che non vorrebbe fare, o ricordiamolo a chi stamattina ha fatto la coda davanti ai centri commerciali per i saldi. Di tempo ne abbiamo se sappiamo come usarlo, altrimenti schizza via veloce come un auto di lusso di un uomo di successo.

Categorie Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close